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Dicembre

Dicembre è sempre un mese caotico, tra le feste e tutti i bimbi a casa di tempo libero per me ne rimane davvero poco (meno del solito!!), ma eccomi qua con il riassunto del mese appena trascorso.

Questa volta, cercare le tre parole chiave per esprimere le emozioni vissute non è stato facile perché sono stata miscelata in un vortice di sensazioni a cui non è facile dare un nome. Prima chiusa a casa con la mezzana e il piccolo, poi il viaggio a Dubai, tutti a casa insieme, le feste…insomma un bel mix.

Eh si! Hai letto bene! Siamo stati anche a Dubai e dintorni questo dicembre con tutto il trio. Se ti fossi perso le tappe visitate e il tour ti lascio il link dell’articolo ⬇️⬇️⬇️

3..2..1: Dubai!!!

Multietnico: un viaggio ti fa dimenticare la vita che stai facendo. Ti rimbalza e ti trasporta in un mondo completamente nuovo e diverso, trasformandoti a tua volta. E così ha fatto il nostro viaggio a Dubai. In una meta araba (la prima per noi) dove si concentra un numero spropositato di culture, etnie e razze. Dubai è vita. Presente e futuro e, come tutti i viaggi, mi è piaciuto confondermi in mezzo le diverse lingue. Assaporare nuovi sapori e profumi. Perdermi nelle luci dei grattacieli. Osservare le altre famiglie come si vestivano e comportavano, non per giudicare o puntare il dito contro come spesso noi italiani facciamo ma semplicemente per osservare. Ridare curiosità agli occhi e allo spirito. Perché viaggiare è questo. Non è solo un bel post sui social o qualche messaggio agli amici per dire dove siamo. Viaggiare è anche fatica (e noi con tre bimbi piccoli lo sappiamo). Fatica fisica ed economica, ma è una delle poche cose che ti ripaga completamente e ti segna con un tratto indelebile il cuore.

Famigliare: Dicembre è anche Natale (soprattutto!!) e per noi significa festeggiarlo con la famiglia. Quest’anno è stato però particolare perché abbiamo festeggiato solo il 25 dato che il 24 eravamo sul volo di rientro e, per malanni qua e là che ci hanno decimato e aspetti organizzativi, l’abbiamo trascorso in intimità con solo i rispettivi genitori e la zia. Se all’inizio ero dispiaciuta a non trascorrerlo anche con i cugini, non vi nego che è andata benissimo così e mi è piaciuto molto. Il clima era rilassato. Intimo. Tranquillo. L’ideale per una famiglia appena rientrata da un viaggio e ancora scombussolata (io ero abbastanza a pezzi dato che avevo recuperato poco il sonno).

Abbiamo mangiato cercando di rispettare gli orari dei cuccioli (specialmente la cena seppur eravamo ancora pieni) ed eravamo insieme alle persone più care. Strano da dire ma ho percepito la magia del Natale.

Propositivo: l’ultima parola ha vinto su resilienza (stare a casa due settimane + viaggio con il trio non sempre è stato facile) ma infine ho deciso di conceder il podio al concetto che meglio esprime l’ultimo dell’anno. E Capodanno.

Anche a chi non piace fare il sunto dei mesi trascorsi, inconsciamente pensa a come vorrà organizzarsi per l’anno nuovo e ai famosi buoni propositi che puntualmente si dimenticano appena superata la befana. Però si spende sempre un po’ di tempo e di fatica per farli. E anche per me è stato così.

Uno dei buoni propositi che mi sono data è cercare di esser più felice. Di rallentare un po’ e concedermi il lusso di essere grata e riconoscente per ciò che ho e faccio. E di esserlo con i miei figli.

La strada verso la felicità non è sempre semplice. Bisogna spesso cambiare rotta e andare controcorrente superando enormi ostacoli come la società, i giudizi e i pregiudizi. Come dice mio marito io sarò un’eterna insoddisfatta perché non mi accontento mai e cerco sempre di cambiare qualcosa. Vero, ma penso anche che questo mio aspetto mi aiuti a crescere e a trovare nuovi stimoli che mi possano completare.
Non penso di aver trovato ancora la mia strada nell’ambito lavorativo per una serie di vincoli e scelte ma l’ho trovata in altri aspetti e devo essere grata. Sono cambiata molto in questi pochi anni e lo sono le mie priorità. Magari un domani la troverò anche per il lavoro, chi lo sa (o magari proprio quest’anno).

Per ultimo, ma non d’importanza, un altro importante è essere più riconoscente a mio marito. La stanchezza è tanta, come lo sono alcune volte la frustrazione e lo sconforto, lui lo sa, però c’è sempre e mi aiuta in tutto e per tutto.
È la mia forza. Il mio aiuto. E alcune volte la mia volvola di sfogo, purtroppo. È facile dimenticarsi di dirgli quanto sia importante per me e quanto lo ami (spero legga questo articolo fino alla fine!!!), specialmente la sera quando ci vediamo per pochi minuti prima di sprofondare nel sonno e prepararci a ricominciare una nuova giornata. Ma lo penso. Prima o poi ritorneremo ad avere più tempo per noi. Il trio crescerà e forse ci mancheranno questi momenti. Nel frattempo dobbiamo tenere duro, continuare a essere una squadra e a pensare a nuovi buoni propositi per esser sempre la migliore versione di noi stessi❤️

Oppure per un viaggio nel tempo più introspettivo, vi consiglio l’Eco dei ricordi che vi porterà a conoscere l’Amore, quello vero, in tutte le sue sfaccettature.

Qua sotto potete trovare la pagina della Home con il link dei libri alla casa editrice e Amazon per le trame.

E tu? Cosa mi racconti del tuo dicembre?

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