3..2..1: Dubai!!!

Non ci credo nemmeno io.
Dopo più di un mese di febbre saltuaria, tosse e raffreddore della mezzana. Influenza a pochi giorni dalla partenza del marito. Mia carie a un dente e di nuovo qualche colpo di tosse della più grande e del più piccolo, siamo partiti!!!!
Come per Roma la scorsa primavera, anche qui abbiamo rischiato di non partire (o non tutti) ma abbiamo tenuto duro e ci siamo riusciti.E così ha avuto inizio il nostro viaggio di dicembre.

Il primo viaggio oltre i confini italiani ed europei per tutti e cinque!!!

Cosa dire come prima cosa?

✔️ Siamo sopravvissuti ✔️

Lo ammetto, all’inizio ero un po’ spaventata e scettica sul giro. Non perché non mi piacesse o non avessi voglia di farlo ma arrivavo da un periodo un po’ pesante tra i vari malesseri dei piccoli (anche io mi sono beccata una super influenza). Chiusa più in casa che altro (anche nei weekend) e questo mi ha buttato un po’ giù. L’umore in alcune giornate non era il massimo e temevo che aggiungere ancora più stress e sregolatezza al quotidiano avrebbe peggiorato solo le cose.

La propria destinazione non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose.

Invece come tutti i viaggi che abbiamo fatto da quando siamo una famiglia, è riuscito a rigenerarmi e infondere più calore e positività dentro..o almeno a farmi dimenticare un po’ la monotonia dell’abitudine. Faticoso lo è stato ma il fatto di vedere posti nuovi, prender un aereo, ascoltare lingue diverse intorno a me è stato un vero toccasana per la mente.
Viaggiare spesso è la miglior medicina che possiamo prendere.

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Abbiamo scelto una crociera con Costa per muoverci e visitare più posti in pochi giorni (ci eravamo anche illusi di lasciare le ragazze al baby club ma ci sono volute rimanere solo due ore nel giorno di navigazione).
È sicuramente comoda perché non abbiamo pensato al cibo (soprattutto per i piccoli), agli spostamenti e visite..ma il contro più grande è stato il fatto di doversi adeguare ai loro orari che alcune volte non coincidevano con le nanne o voglie del trio. Ma anche qui abbiamo tenuto tutti duro (con qualche pianto qua e là del piccolo stoppato il più velocemente possibile e le russate sul pullman delle ragazze).
Siamo partiti leggeri: due valigie (una grossa e un bagaglio a mano per cinque) e pronti via…per l’avventura di Dubai!!

La meta è partire.

Siamo atterrati il sabato verso le undici di sera a Dubai (ci sono tre ore di fuso) e recuperate le valigie e passeggino siamo corsi alla nave con un taxi. Come mio sogno, abbiamo volato con Emirates e posso confermare la comodità, professionalità e gentilezza di tutto lo staff.

Le procedure per l’imbarco sono state veloci e siamo riusciti ad andare a dormire poche ore dopo tutti stanchi e stremati.

Per non perdere la sosta del giorno successivo ancora a Dubai abbiamo prenotato un’escursione nella città vecchia e siamo stati contenti di averlo fatto.
Dubai non è solo luci e grattacieli futuristici ma conserva ancora la sua anima originale. Abbiamo attraversato un tratto d’acqua con le loro tipiche barche usate nel passato per la pesca e raccolta delle perle e ci siamo avventurati nei mercati delle spezie e dell’oro (souk).

La guida ci ha raccontato che la città è relativamente nuova (il boom l’ha avuto dopo la scoperta del petrolio). Una città nata nel nulla in mezzo al deserto e si continua a mantenere aperta al futuro con il turismo e l’innovazione. Una meraviglia della mano dell’uomo.
Ci ha descritto un popolo generoso perché la ricchezza non rimane solo nelle mani di pochi ma viene ripartita tra i suoi abitanti (per questo sono tutti benestanti o ricchi) non facendo pagare tasse e offrendo tanti benefit (come luce, acqua, tasse, autostrade libere).
Ciò ha fatto sì che la città è sicura sia per uomini sia per donne perché non ha delinquenza ed è veramente molto molto pulita. Non piove quasi mai ed è per questo che conoscono l’importanza dell’acqua. Non la sprecano e depurando le acque usate la riutilizzano per innaffiare i fiori (è una città che nasce nel deserto ma è molto verde. Una vera oasi moderna).

Nonostante i pregiudizi che avevamo sui popoli arabi, abbiamo scoperto che qua le donne hanno la loro indipendenza economica, guidano e fanno una vita esattamente come la nostra (solo con più soldi). Sono tutti estremamente gentili e mi ha affascinato molto scoprire la loro storia passata e moderna. Noi pensiamo che siano popoli retrogradi ma invece sono anni luce più avanti di noi. Dovremmo prendere esempio da loro su molti aspetti organizzativi. Hanno di sicuro una mente più aperta della nostra.

Il giorno dopo, la nave è ripartita per la volta di Abu Dhabī lasciando le altre visite di Dubai per il rientro.
Abu Dhabi è la capitale e sebbene non lo mostri è molto più ricca di Dubai che è il centro finanziario e turistico del paese. Non riusciamo nemmeno ad immaginarci quanti soldi girano qui.
Come tutti gli altri emirati, ovviamente anche la capitale è perfettamente pulita e ordinata (per capire quanto sono attenti, ci hanno raccontato che ti danno le multe se hai la macchina sporca o mangi sui mezzi pubblici).

Nonostante sia piena dí grattacieli nella zona centrale, l’abbiamo trovata molto più semplice di Dubai con meno luci e molte meno persone in giro. Ha un bellissimo lungomare alberato e la famosissima moschea bianca (tra le più belle e grandi al mondo). Noi purtroppo l’abbiamo vista solo di giorno perché la sera non siamo più riusciti a scendere dalla nave per non stancare troppo il trio (la grande aveva un po’ di febbre oltre la tosse e il piccolo era preso anche lui). Ma è stato comunque bello vederla con il sole (e abbiamo visto le foto di come appariva di notte).

Dopo un intero giorno di navigazione dove siamo riusciti a lasciare le ragazze per un paio d’ore al baby club e farci un aperitivo quasi soli (il piccolo era sempre con noi ovviamente..anzi addosso a me come è stato per tutto il viaggio!!!!) siamo arrivati a Doha (Qatar).

Cosa dirvi. È la città che mi ha colpito di più. Forse perché non mi aspettavo nulla e invece è una città che racchiude in sé sia il fascino moderno delle città emirate sia la bellezza antica del mondo arabo. Di notte è un tripudio di colori e luci sia nella zona dei grattacieli sia nelle vie del mercato dove abbiamo visto i cammelli della guardia reale, i cavalli arabi e i loro amati falchi. Gli emiri non amano i cani pertanto in strada non si vedono ma in compenso ci sono tanti gatti che ti miagolano quando passi.

Doha mi è sembrata una piccola Dubai, con il suo porto a forma di perla, le grandi strade luminose e i macchinoni. Anche le ragazze hanno apprezzato il tour per i tanti animali che abbiamo incontrato.

Ultima città visitata è stata Muscat, in Oman. Muscat è la città più araba che abbiamo visto.

Qua non si trovano grattacieli, luci o super hotel. Il loro sceicco non vuole e per via del sottosuolo roccioso e instabile non possono costruire abitazioni troppo elevate.
È una terra in cui si respira l’aria del deserto. Il profumo della libertà.
Se si guarda il mare e le strutture che sorgono intorno la costa si riesce ancora ad immaginare le antiche popolazioni che partivano per il mar Persico a pescare o sfidare i loro nemici.
Anche qui è tutto perfettamente in ordine. Pulito. Ospitale. E ovviamente, anche se non lo dimostra, è un emirato ricco, non quanto Abu Dhabi e Dubai ma ricco.

Gli ultimi due giorni li abbiamo trascorsi nuovamente a Dubai dove siamo riusciti a visitare meglio la zona del porto e quella del centro futuristica piena zeppa di grattacieli e super hotel.

Siamo entrati anche nella Palma, l’area artificiale costruita sul mare a forma appunto di palma dove ora risiedono abitazioni e alberghi di lusso (tutto costruito in pochissimi anni). Abbiamo visitato la città sia di giorno sia di notte perdendoci ad ammirare con il naso all’insù ogni sua parte, specialmente lo spettacolo danzante delle fontane al Dubai Mall e la salita al Burj Khalifa, il grattacielo piu alto al mondo (per ora).


Non contenti finita la crociera, siamo rimasti in città una notte in più sperimentando sulla nostra pelle uno degli hotel. Non era le Vele o l’Atlantis ma pur sempre un bellissimo hotel con tutti gli standard e attenzioni che solo una città come Dubai può darti. Ci siamo completamente rigenerati (anche le ragazze perché loro adorano gli hotel).

Il ritorno in aereo è andato ancora meglio dell’andata. Le ragazze sono state bravissime (ma questo anche la prima volta) e il piccolo non ha infastidito gli altri passeggeri. Volando il 24 dicembre c’era pochissima gente e ho potuto portarlo in giro tra i corridoi e gli altri posti senza problemi durante le ore in cui era sveglio.

Purtroppo a Malpensa abbiamo aspettato quasi un’ora le valigie (il bentornato italiano!) e siamo arrivati a casa alle dieci passate (ma per il nostro fuso orario era l’una di notte!). Il trio ha dormito subito in macchina stravolto e una volta a casa si è riaddormentato in fretta.

Il giorno dopo abbiamo festeggiato il Natale con la famiglia anche se qualche rimasuglio del fuso e della stanchezza c’era ancora.
Ritornare a Torino ci ha fatto un effetto strano, come se fossimo stati catapultati indietro nel tempo. Dopo un’esperienza di una sola settimana in mezzo a quei grattacieli infiniti e luminosi e quegli ambienti ultra moderni, ritrovarsi tra le strade della nostra città sembrava di essere dentro un film in bianco e nero, rimasto bloccato dentro un’epoca lontana. Quindi è proprio vero che viaggiare nel vero senso della parola ti lascia un segno dentro. E ti cambia.

Viaggiare stanca. Viaggiare con dei bambini piccoli è faticoso. Ma penso sia il regalo più grande che possiamo farci e fare a loro.

Non si ricorderanno le città viste o i dettagli delle chiese, edifici e strade ammirate. Ma ogni viaggio, ogni esperienza, ogni nuova scoperta li renderà più forti. Più empatici. Più aperti con la mente verso il nuovo e il diverso. Più inclini ad accettare la diversità o forse a non notarla nemmeno perché saranno abituati ad ascoltare lingue diverse o parlare con gente non simile a loro. Si adatteranno con più facilità a nuove sfide e non avranno paura di cambiare. E noi saremo semplicemente orgogliosi di loro.

Quindi viaggiate, viaggiate, viaggiate. A modo vostro. Vicino o lontano. Nel proprio paese o fuori. Non importa. L’importante è farlo.

Buon anno a tutti!! ❤️

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