Il tuo momento più bello della giornata

Ti sto dando un compito.

Uno di quelli che sembra facile appena lo leggi ma dopo una manciata di secondi in cui pensi a cosa rispondere, ti rendi conto che poi così tanto facile non lo è.

Uno di quelli che ti chiede di fare anche della pratica, meglio se quotidiana e il solo fatto di doverci pensare ti crea un ulteriore problema.

Uno di quelli che ti solito snobbi perché considerato troppo banale, ma che racchiude la soluzione di tanti problemi.

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Pensa alla tua giornata: Qual è stato il momento più bello che hai vissuto?

È questo il compito che ti chiedo di fare.
È questa la domanda a cui devi rispondere.

Devi solo ripescare quel particolare momento e rivivere la sensazione di felicità che hai provato. Facile? Prova e dimmi.
Ti soffermerai a pensare a tante cose che dai per scontato e riscoprirai il piacere della semplicità autentica.

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Questa è una delle domande che pongo tutte le sere alle mie bimbe dopo la storia della buona notte o a cena e le loro risposte sono di solito molto semplici.
Ho mangiato la pasta. Abbiamo giocato in cortile. Siamo stati insieme a te. Abbiamo pitturato.
Banali, vero?!


Ma in fondo la Felicità che cos’è?

Mi sono soffermata a pensarci anche io più in profondità qualche giorno fa, quando sono uscita per fare delle commissioni con la mia figlia più grande. Eravamo solo noi due. Momenti rari.
Dovevamo portare dei vestiti usati in parrocchia e comprare qualcosa da mangiare, niente di sensazionale ma lei è riuscita a spiazzarmi dicendomi ad un certo punto “Mamma, sono proprio felice. Finalmente facciamo un super viaggio solo io e te. Da sole!!” e me l’ha detto stringendomi forte la mano con un enorme sorriso. Contagioso, direi, perché ha fatto sorridere anche a me e mi ha fatto dimenticare i pensieri e i problemi a cui stavo pensando.

Ho deciso di godermi a pieno quei minuti sola con lei e mi sono sentita davvero felice.
Abbiamo fantasticato su dove saremmo volute andare. Abbiamo osservato i cani che incontravamo per la strada. Saltato per evitare le pozzanghere sui marciapiedi e ci siamo nascoste dentro un tunnel misterioso (un’impalcatura per dei lavori sulla facciata di un palazzo).

È stato rigenerante. E da quel giorno, quando pongo a loro la domanda di pensare al momento felice della giornata, lo faccio anche io e non mi stupisco se, la maggior parte delle volte, penso a qualcosa di banale. Semplice. Autentico.


Il loro sorriso quando mi hanno vista dopo la scuola. La puntualità del treno. Un piccolo bacio. La cena calda servita a tavola. Una carezza. Farsi la doccia. Le storie della buona notte. Leggere. Scrivere.

Perché nonostante le fatiche della giornata, le privazioni di tempo per me stessa o del non dormire beatamente o gli scleri quotidiani…sono le piccole cose, i piccoli attimi che fanno la differenza e mi fanno andare avanti con un sorriso in più sulle labbra.

Soprattutto se penso a loro, ai miei tre monelli, dipendenti dalla mia energia e tempo. Creatori di rumore e caos. Ladri di libertà e sonno.

E a mio marito.

Nonostante tutto sono la mia droga e il mio principale pensiero felice da quando apro gli occhi a quando li richiudo.

La mia famiglia.

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E il tuo pensiero felice qual è?

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