Certe volte ti domandi cosa si ricorderanno di te in futuro?
I tuoi amici. I tuoi familiari. I tuoi figli.
Non per forza quando non abiterai più su questa Terra ma anche solo tra cinque, dieci, vent’anni.
Persone che ora ci sono nella tua vita e forse un domani non più, chissà dove in giro per il Mondo o ignari della tua esistenza. Oppure tu non sarai più con loro per qualche motivo che ora ti sfugge.
La vita è imprevedibile, si sa.
Molte volte ci preoccupiamo di fare bella figura durante una serata. Di vestirci bene al primo giorno di lavoro. Di cosa dire o non dire. Fare o non fare.
Oppure perdiamo i nostri sonni migliori dietro problemi che tanto si risolveranno da soli e a cui nessuno darà più peso nel giro di pochi giorni o persone che di noi non se ne importano nulla, tralasciando di concentrarci su ciò che davvero conta e può fare la differenza almeno per qualcuno.
Pensieri. Preoccupazioni. Perdita di ricordi e di noi stessi.
Un po’ triste, no? Specialmente pensando alle persone più importanti.
Sarebbe bello lasciar a loro un pezzo di noi. Della nostra testa. Del nostro cuore e della nostra anima. Un modo quasi per dire loro che gli abbiamo amati e sentirsi immortali per pochi secondi, perché sappiamo che di immortale c’è nulla se non il tempo.
Così ho deciso di sigillare piccoli frammenti della mia vita e di custodirli dentro a delle buste che verranno aperte al momento giusto.
Da chi, ti chiederai?
Ogni anno, dopo il compleanno dei miei tre figli scrivo a loro, rigorosamente a mano, una lettera racchiudendo i miei pensieri, le mie emozioni e gli scatti più importanti di quei dodici mesi vissuti, da regalare per il loro futuro. Per far capire il percorso che abbiamo e hanno fatto. Per fargli rivivere il loro passato nel presente e magari da esso creare un diverso futuro. Per trasmettergli le mie emozioni e far rivivere i miei ricordi e, in qualche modo, continuare a rivivere attraverso loro.
Per me diventa un modo per pensare a quanto fatto in quell’arco di tempo insieme. A soffermarmi su quanto ho realizzato come persona e mamma o avrei potuto far meglio e soprattutto per diffondere dei messaggi d’amore. Positivi. Di forza e speranza.
Forse lo faccio perché mi sarebbe piaciuto che qualcuno l’avesse fatto per me.
O forse perché penso che a loro potrebbe far piacere. Magari un domani, quando non ci sarò, saranno felici di avere sempre un pezzetto di me, della Erica autentica e immaginarmi in mezzo a loro come ai vecchi tempi quando parlavamo, ridevamo e litigavamo.
Sono una mamma imperfetta e per ciò perfetta perché sappiamo che la perfezione non esiste. In nessuno e nessuna.
Creo. Disfo. Sbaglio. Mi rialzo. E ricomincio.
Il più delle volte, faccio tutto questo per loro tre e penso sia gusto che lo sappiano. Per avere un esempio. Per capire, capirmi e capirsi meglio.
Perché solo conoscendo il proprio passato, si riesce a capire il presente e costruire il futuro che si vuole.

