”Com’è andata oggi?”
È la domanda più sbagliata che noi genitori possiamo fare ai nostri figli per sapere come hanno trascorso la loro giornata. Me la ricordo ancora adesso quando me la chiedeva in macchina mia madre e io farfugliavo due o tre parole nelle giornate più generose.
Il 90% delle risposte a questa domanda infatti prevede un “bene” lanciato in aria senza una continuazione e il 10% (ma vale per i bimbi più piccoli) un “non mi ricordo”.
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Senza aver intrapreso chissà quali corsi genitoriali, dopo i primi tentativi ho capito di dover usare un diverso approccio per farmi raccontare qualche aneddoto della giornata dai miei figli, specialmente dalla grande che ha iniziato la prima elementare quest’anno. Sta affrontando un momento delicato e importante della sua vita e come mamma ci voglio essere per aiutarla a viverlo nei migliori dei modi. Non è facile alcune volte, né per lei né per me ma so che con il tempo e l’abitudine le cose andranno meglio. Un passo alla volta come mi piace pensare.
Così inizio io a raccontare cos’ho fatto durante la giornata. La rendo partecipe delle mie ore trascorse in sua assenza prima di farle alcune domande. Come se parlassi a un mio coetaneo.
Come posso pretendere che i miei figli mi raccontini qualcosa se io non racconto nulla?
Anche in queste cose, i figli imparano dai nostri esempi. Per loro raccontare qualcosa successo nel passato è strano. L’importanza che danno agli eventi è diversa dalla nostra avendo un’altra percezione. E così le prime domande che pongo sono quelle più buffe, divertenti..chiedo se a pranzo hanno mangiato un elefante o una giraffa. Loro ridono e mi rispondono cos’hanno mangiato veramente. Se chiedessi a loro direttamente il menu del pranzo non se lo ricorderebbero. Poi passo a chiedere cosa le ha rese felici e tristi. Con chi hanno mangiato e giocato. E da lì cerco di capire un po’ com’è andata la giornata a lezione per la grande (la parte più noiosa). In questo modo riesco ad ottenere molte più informazioni e ho notato che rispetto ai primi giorni mi raccontano più volentieri e spontaneamente le cose.
Il gioco del racconto ritorna a cena quando ci troviamo seduti tutti insieme intorno la tavola. A turno ci dobbiamo raccontare qualcosa della giornata.
Questo è un modo per imparare non solo a raccontare ma anche ad ascoltare (l’uno non esiste senza l’altro!).
Certe volte c’è un frastuono e accavallamento di voci confusionarie, ma il più delle volte riusciamo a rispettare i turni e ad ascoltare cosa racconta chi sta parlando.
All’inizio, quando le ragazze erano piccole fantasticavo e mi immaginavo i nostri discorsi futuro, di quando sarebbero state grandi. Non vedevo l’ora di poter parlare con loro da adulta con adulte.
Poi ho capito che non dovevo attendere. Mi sono detta che anche nel presente la comunicazione è importante, anzi è fondamentale. Ora si gettano le basi per il rapporto futuro. E io in futuro vorrò esser la loro mamma amica. La loro confidente. Un porto sicuro in cui attraccare per trovare abbracci, consigli e aiuti. Sembra una cosa scontata ma non lo è e io non voglio sottovalutare questo momento e sprecare l’occasione. Perché il tempo è il più severo dei giudici e passa veloce. Troppo. E alcune cose non si possono recuperare più (o non totalmente) e uno se ne pente per tutta la vita.
Ci vuole tanta pazienza. Tanto autocontrollo ma solo così si può sperare che i semi germoglieranno un domani. È un consiglio che mi do tutti i giorni, anzi tutte le sere quando ripenso alla giornata e a cosa avrei potuto fare meglio.
Nel frattempo, visto che oggi erano tutti a casa per malanni vari, abbiamo giocato insieme ogni volta che il piccolo me lo permetteva. Perché anche attraverso il gioco ci si ascolta e si parla e sono momenti che si ricorderanno per sempre. Abbiamo provato a costruire anche la casa natalizia di pan di zenzero. Risultato disastroso (colpa anche della qualità del prodotto non elevata) ma almeno si sono divertite a colorare e sporcarsi le mani!!! E abbiamo trascorso qualche momento divertente insieme che è la cosa più importante, no?
Teniamo duro e continuiamo a parlare e ascoltare attivamente i nostri piccoli!!! ⭐️ ⭐️ ⭐️



