Oggi è una di quelle giornate così, partita ai mille ma solo dentro la mia testa. Vorrei fare tante ma non so da dove incominciare. Vorrei ma sono limitata e dipendo dai bisogni dei miei figli. A te è mai capitato?
Complice sicuramente la mattina passata a lavorare e il fatto che due su tre dei bimbi sono a casa con me (eh già, la mezzana ci fa compagnia perché nel weekend è stata poco bene e continua ad avere un po’ di febbre) ma se devo essere sincera è una sensazione che ho da un po’ di tempo. Soprattutto pensando al mio futuro. È strana da descrivere, non saprei nemmeno bene io come definirla. Forse proprio così: vorrei ma non saprei.
Vorrei ma non saprei…sarà la Stanchezza?
Sicuramente il fatto di non dormire bene e di fila un tot di ore non mi aiuta a mantenermi lucida fino alla sera quando torna a casa mio marito, un adulto con cui poter scambiare due parole di senso compiuto.
Durante il giorno mentre sono a casa o passeggio il piccolo fuori, penso a tutte le cose che gli dovrei dire. Tutti i miei progetti e piani per conquistare il mondo ma poi quando arriva ho solo voglia di andare a dormire e la cosa mi infastidisce perché mi sembra di non approfittare di quest’occasione.
È un periodo, tutto passerà prima ancora di quando me lo aspetto.
Lo so, lo so. Ho già letto e sentito questa frase ma ora che la vivo nel pieno del tornado è difficile da credere. Specialmente con tre bimbi piccoli con necessità e bisogni differenti. Tutte le mie (e nostre) energie da genitori si concentrano su di loro in settimana e nel weekend..lasciandomi la sera letteralmente senza parole!!!!
Questo weekend siamo riusciti a trascorrerlo con tranquillità per via dei malanni. Forse fin troppa?!?!
Sembra un contro senso ma certe volte il fare meno non mi aiuta anzi mi fa sentire inutile e molto nullafacente. Mantenermi produttiva e attiva, sebbene stanchi, è un toccasana per la mia mente e spirito. Specialmente per una come me che trascorre tutti i gironi con il piccolo e le ragazze dopo scuola. Per una come me che lavora alcune mattine la settimana da casa senza il contatto con altri colleghi.
È una mia scelta di vita per questo periodo e sono contenta, sia chiaro, non voglio lamentarmi. So che dovrei rilassarmi e non crearmi troppe pretese o aspettative. Solo che a volte questo cullare delle giornate senza un fine mi porta nel loop del vorrei ma non saprei infinito.
Vorrei ma non saprei..allora scrivo
Ho iniziato proprio a scrivere per questo motivo. Più di cinque anni fa, quando la mia primogenita aveva pochi mesi. Durante i momenti della sua nanna non sapevo cosa fare. Il tempo passava lento. Mille pensieri e progetti che spesso mi agitavano di più perché non sapevo come e quando realizzarli. E così ho iniziato a scrivere.
Alcune volte solo qualche minuto, altre volte ore. Dipendeva da com’ero ispirata e come volevo sfruttare le mie ore d’aria. Capitava anche che mi riposassi o facessi delle faccende domestiche, ma il più delle volte scrivevo. O comunque lo facevo spesso. Non per altro ho già pubblicato cinque libri e nel mio cassetto virtuale del pc ne ho quasi altrettanti pronti per il pubblico.
Ho continuato così con la mezzana scrivendo anche durante le poppate notturne mentre con il piccolo riesco a ritagliarmi meno spazio perché anche quando dorme mi sta addosso ma ci provo ugualmente.
Scrivere mi aiuta a sentirmi attiva. Protagonista della mia vita anche durante questi tempi morti. Mi fa sognare. Pensare. Riflettere. Scrivere mi ha reso una persona più sensibile perché mi ha permesso di leggere di più per informarmi. Conoscere. Scoprire ciò che non conosco.
Ho iniziato a farlo perché era gratis e semplice da gestire (da preparare all’inizio un po’ meno ma con il tempo la scrittura è diventata naturale e parte di me). E pensare che io non ho mai amato scrivere durante gli anni scolastici. Ero proprio negata e commettevo diversi errori ortografici perché la mia maestra delle elementari non mi aveva insegnato le regole alla base della lingua italiana. E così ho dovuto impararle da sola negli anni, sulla mia pelle con le prime insufficienze alle medie. È stata dura per una orgogliosa come me ma non mi sono fatta abbattere dai primi ostacoli.
Ancora adesso ho dei dubbi su come si scrivono certe parole ma ciò non mi impedisce di esercitarmi e continuare a scrivere per migliorarmi.
Sicuramente non diventerò una grande scrittrice ma spero che con questi miei pensieri e mie esperienze possano motivare qualcuno a lottare per le proprie passioni e sogni, anche se ciò richiede fatica e sforzi e se tutti intorno pensano che non ci riusciranno mai.
Perché solo noi sappiamo ciò che ci rende felici. Solo noi possiamo lottare per quello in cui crediamo. E le persone che ci vogliono davvero bene lo devono capire e rispettare.
Quindi, vorrei ma non saprei. Ma potrei!!!


