Momijigari

Benvenuto autunno e benvenuti primi fazzoletti stropicciati, nasi colanti e aerosol a go go!!!

Rimpiangete già l’estate?

Io nonostante non riesca a respirare bene dal naso da qualche giorno, no. Mi sono sempre piaciute tutte le stagioni (anche se ho un debole per quelle più calde) e l’autunno mi ha sempre messo di buon umore.

I colori caldi delle foglie sui prati, le castagne sparse lungo i marciapiedi, il profumo delle torte calde appena sfornate, le cioccolate calde, Halloween, le serate passate a casa tra amici…sono tutti momenti che mi riempiono il cuore e mi fanno dimenticare i malanni del rientro a scuola e dei primi freddi (anche se al momento il freddo non si è fatto ancora sentire ma i malanni scuola si). Sento comunque che c’è magia nell’aria.

Quest’anno mi sono promessa di godermi a pieno ogni momento, quindi tanto vale non pensare agli aspetti negativi o appena persi e sfruttare ogni secondo di vita che ci è concesso. Utopia? Macché! Dipende tutto dalla nostra testa e da quanto sforzo impieghiamo perché ciò accada. Con tutte queste brutte (orrende! disumane!) notizie che ci stanno bombardando ultimamente bisogna ritornare a concentrasi su ciò che è veramente importante e ci fa stare bene. Il resto è superfluo e passeggero. Quindi forza mamma, ce la dobbiamo fare!!!!

L’autunno è sinonimo di cambiamento. Rigenerazione. E con ciò come non pensare all’oriente quando ci si vuole rigenerare mente e corpo.
La mia testa è andata subito al Giappone, un paese che mi ha toccato il cuore sette anni fa quando l’ho visitato con mio marito (a quel tempo era solo il mio fidanzato). Tante cose sono cambiate da quel viaggio, noi in primis, ma la cultura giapponese ogni tanto ritorna viva nel mio presente a ricordarmi di viverlo più che di inseguirlo. E così mi sono imbattuta nel momijigari. Sapete che cos’è?!

Letteralmente significa. “caccia alle foglie d’autunno”. È il periodo dell’anno che va dalla fine di settembre all’inizio di dicembre nel quale i giapponesi visitano la natura e i suoi colori che spaziano dal giallo, arancione al rosso brillante regalando alla vista un panorama mozzafiato. È un modo per prendersi del tempo per sé, riflettere e riunirsi a ciò che è veramente importante.

Uno dei posti più gettonati è Kyoto, una delle città che abbiamo visitato e devo ammettere che è davvero stupenda (anche d’estate quando l’abbiamo vista noi).

La storia del momijigari è antica, risale all’epoca Heian (VIII-XII dC). Iniziato dagli aristocratici come passatempo per leggere poesie, trarre ispirazione per scrivere, suonare e cantare, diventa poi una pratica di uso comune nel periodo Edo (1603-1867). È quindi un rito antichissimo.

L’albero più osservato in questo periodo è l’Acer Japonicum, tipico delle zone di Honshū, Hokkaidō, Kyūshū (soprattutto la zona di Nagasaki). È simile a quello canadese ma più piccolo con foglie più strette.

Il Giappone con la sua tradizione, equilibrio, ordine e precisione ha tanto da regalarci soprattutto riguardo alla cura di noi stessi, del nostro corpo e soprattutto della mente. Imparano e rispettano fin da subito le buone maniere, la pulizia, l’ambiente, le persone e la tolleranza come qualcosa di ”naturale”. Apprendono fin da piccoli le regole base del comportamento per una buona convivenza. E noi?

Ormai viviamo per lavorare, ci arrabbiamo per sciocchezze e perdiamo subito la pazienza con i nostri piccoli, dimenticandoci spesso gli aspetti più importanti della vita (o ce lo ricordiamo quando stiamo male). E ora mi chiedo “ha senso tutto ciò?” Lavorare è importante e come dicevano i nostri antichi nobilita l’uomo, però non bisogna mai dimenticarsi di noi stesse e della nostra salute mentale e fisica. Trovare un compromesso è fondamentale come lo è scoprire la strada (unica per ciascuno) che ci guida verso la felicità.

L’altro giorno mi sono arrabbiata tanto con Zoe, la più grande, per una sciocchezza. Mi sono resa conto che la colpa in primis era mia, causata dalla stanchezza e dal nervosismo che mi produce il piccolo sempre attaccato. E per errore mi sono sfogata su di lei. Non vi nego che ho passato tutta la serata e la notte con i sensi di colpa e mi sono promessa di non cadere più in questo errore!!!

Vi auguro un buon Autunno, una buona caccia alle foglie e alla natura con la speranza che possiate essere felici con voi stessi e raggiungere i vostri sogni.
A me con tutti questi pensieri e immagini spettacolari è venuta voglia di una bella tazza di tè e l’ispirazione per un nuovo libro. A voi?!

Concludo lasciandovi il discorso di 60 secondi del CEO di Google. Potrà sembrare un pensiero banale, ma a volte è meglio ricordasi queste parole.

Immagina la tua vita come se fossero 5 palline da far girare in aria cercando di non farle cadere. Una di queste palline è di gomma, altre 4 sono di vetro.

Queste 5 palline sono:
Lavoro, famiglia, salute, amici, anima
.

Il lavoro è la pallina di gomma. Ogni volta che cadrai sul lavoro potrai saltare di nuovo (e anche meglio di prima) in un altro lavoro.

Se invece a cadere sarà una delle altre, non ritornerà alla sua forma di prima. Sarà rotta, danneggiata, crepata.

È importante diventare consapevoli di questo il prima possibile ed adattare adeguatamente le nostre vite.

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