Il terzo cresce da solo. Insomma.

Avete mai sentito dire da qualcuno “se fai il terzo figlio non è un problema, tanto cresce da solo!”.

Ecco. Io si e ho fatto il terzo figlio. Commento? Insomma!!!

Non voglio spaventare o scoraggiare chi ci sta pensando anche perché ogni storia è unica!!!

Ma sarà che dopo due femmine ho avuto un maschietto molto mammone. Sarà l’età (mia) che avanza portandosi via pazienza e energia. Sarà che le ragazze sono ancora piccole e richiedono tante attenzioni. O sarà che ogni figlio ha il proprio carattere ma per me non sta crescendo proprio da solo.

Tra tutti e tre, il terzo è quello sicuramente che mi sta richiedendo più energie e una maggiore presenza. Con il papà ci sta, ma appena mi vede si sbraccia per buttarsi addosso e venire da me. All’inizio non voleva proprio stare con lui mentre adesso la situazione è decisamente migliorata e ci va volentieri.
Le due sorelle lo riescono anche a intrattenere con giochini, canzoncine e urla e lui si diverte a guardarle. Ma sempre con me vicino. Non è uno di quei bambini che dove lo metti sta. O meglio non da solo. Ha sempre bisogno di stimoli e di far qualcosa. Anche per dormire ha bisogno del mio contatto.
Ora che ha compiuto un anno, rimane un po’ di più da solo a giocare nel suo lettino o nel tappeto mentre preparavo qualcosa al volo o mi faccio una doccia lampo. Ma prima nulla. Resisteva giusto il tempo di un secondo e poi via, a urlare per richiamare l’attenzione.

Purtroppo non gli piace bere dal biberon o prender il ciuccio e l’unico modo per calmarlo e dargli da bere è attaccarlo al seno. Ma ancora per quanto?! Ora che è svezzato gli do il mio latte solo per le nanne dei dopo pasti e durante la notte quando si sveglia.
Sbaglierò sicuramente a fare paragoni ma alla sua età le due ragazze prendevano senza problemi il latte dal biberon ed ero riuscita a staccarmele senza problemi (non se ne sono nemmeno accorte).

Fino a prima dell’estate, in casa viaggiavo come una mamma canguro e me lo attaccavo al marsupio per poter avere le mani libere e combinare qualcosa (anche spesso in giro fuori). Ora andiamo di passeggino e ci facciamo chilometri e chilometri insieme. Mi piace muovermi e non riuscendo a fare attività fisica è un ottimo modo per mantenermi più in forma).

Mi sembra ancora infinita la strada per riacquistare una parte della mia indipendenza e la luce in fondo al tunnel non sempre la riesco a vedere. Non me la ricordo così lontana con le ragazze (forse con la primogenita ma non sono sicura sia stata così ardua l’impresa. Ho rimosso).
Il campione presto camminerà e chissà se vorrà essere più autonomo. Prossimo obiettivo è staccarlo poi dal seno. Ogni tanto mi imbatto in storie di mamme che hanno allattato per anni e anni. Nulla da giudicare, ognuna deve fare le scelte che sente più giuste ma non so se io potrei continuare ancora per così tanto. Da una parte è comodo, è vero, però vorrei anche sentirmi più libera e meno vincolata a lui. Vorrei però riuscire a fare un passaggio indolore come è stato con le sorelle, sebbene con lui sembra difficile.

Non voglio scoraggiarmi anche se a volte non è facile. Cerco di fare il più possibile nonostante lui mi freni ma alcune volte arrivo a sera e mi sembra di non aver fatto nulla e lo sconforto mi butta giù. Il lato rincuorante è che quando racconto la mia giornata a mio marito mi guarda dicendo che lui non sarebbe riuscito a fare nemmeno la metà delle cose e mi ricorda di quanto io sia forte e in gamba. Gli voglio credere e non mollo.

Sia chiaro, non posso negare che senza il mio piccolo ometto sarei persa. Nonostante la fatica non passa momento in cui non me lo vorrei stringere al petto per sentire il suo calore e annusare il suo profumo. È un bambino dolcissimo. Sempre sorridente. Un gran golosone.
Avere tre figli è sempre stato un mio sogno e nessuna fatica o stanchezza mi può far pentire della decisione.

È solo stancante. Soprattutto perché il grosso della fatica è sulle mie spalle e loro sono piccoli. So che un domani mi guarderò indietro sorridendo e osservando questi anni anche con un pizzico di nostalgia. È questo il pensiero che faccio quando sono proprio ko per rimettermi in pista e farmi dimenticare le fatiche.

Lascia un commento