Nonna Tere

Ultimamente mi sto soffermando spesso a pensare a quanto sia importante la forza di volontà che è presente in ognuno di noi, anche se in modi e livelli diversi. Penso sia una componente importante del motore che ci fa andare avanti, ci fa credere in noi stessi e ci permette di far brillare i momenti più bui del nostro cammino.

Mi piace soffermarmi ad ascoltare o leggere le storie di persone che hanno vissuto sulla loro pelle dolori e sofferenze al di sopra della media, eppure sono riusciti ad emergere dalla massa sempre con un sorriso sulle labbra. Sono loro i veri eroi, le persone a cui dobbiamo ispirarci quando ci abbattiamo per delle sciocchezze. Non sono poche, sono più di quello che crediamo solo che il più delle volte vengono eclissate dalle lamentele delle persone pigre e pessimiste.
Bisognerebbe solo non circondarsi da quest’ultime o non farsi influenzare, ma alcune volte non è facile perché fanno parte della nostra vita, per scelta e non.

La negatività e la debolezza generano solo altra negatività e debolezza. Bisogna ricordarlo specialmente quando possiamo scegliere con chi stare. Piangersi addosso aiuta a scaricare i nervi e la tensione ma non serve per affrontare e superare i problemi e le avversità della vita. Basta lagnarsi. Basta essere pigri. Solo una buona dose di forza di volontà permette di trasformare un enorme ostacolo in una briciola minuscola.

Quando sono giù perché mi lascio trascinare dalla corrente negativa, cerco di pensare a chi mi riesce a dare una carica per farmi riprendere anche solo con una frase o uno sguardo. Mio marito. Un’amica speciale. Il sorriso di uno dei miei figli. Il mio papà ottimista. È importante saper trovare chi riesce a risollevarci ma bisogna anche ricordarsi di ricambiare il gesto quando serve. Tutti prima o poi abbiamo bisogno di una spinta. Siamo umani.

Che testa

Di solito non parlo troppo delle persone a me care. Scrivo un blog e posto sui social ma le informazioni private le tengo per me (sono una millenial anomala, lo so).
Ora però volevo condividere con voi i pensieri che mi hanno solleticato la testa in questi giorni, proprio pensando alle persone che possono ispirare e così mi è venuta in mente la mia nonna materna.
Lei ormai non c’è più da otto anni ma ogni tanto mi trovo ancora a pensare alla sua personalità, al suo essere donna più che come una nonna.

Non era infatti la classica nonna all’italiana che amava stare a casa a cucinare e accudire i nipoti (non aveva un grande spirito materno quando l’ho conosciuta io). Non sono stata cresciuta da lei infatti com’è successo a tanti miei coetanei con i loro nonni, sebbene abbia trascorso con lei diverse settimane estive quando i miei genitori non sapevano dove sistemarmi da piccola con le scuole chiuse. Aveva tanti interessi, tante amiche da salutare e giri da fare. Mi voleva bene, lo so ma ho capito che aveva bisogno di sentirsi realizzata nelle sue cose, specialmente quando ha potuto farlo. Non sono qui per lamentarmi o farle una colpa. Crescendo mi sono resa conto di che donna all’avanguardia sia stata per i suoi tempi e che grande forza di volontà avesse. Spero di poter aver ereditato anche solo una parte del suo carisma.
Questa non è una storia di una donna famosa ma semplicemente la storia di una donna comune come tutte noi che ha lottato tanto per raggiungere ciò che voleva ottenere. E, in qualche modo, ci è riuscita.

Nonna Tere

Io non ho avuto nonna Pina che mi cucinava le tagliatelle fatte a mano ma ho avuto nonna Tere (Teresa o Teresina per gli amici) che mi ha insegnato a non mollare mai, fino alla fine.

Classe ‘26, orfana di padre si è dovuta dar da fare fin da piccola per occuparsi della madre e di avere un pasto caldo a fine giornata, studiando la sera. Sposata, ha avuto solo una bambina (mia madre) e non ha mai smesso di lavorare e di tenersi impegnata. Ha faticato, sudato e risparmiato ogni centesimo fino alla fine ma è riuscita anche a togliersi qualche soddisfazione.
È una donna che ha avuto fin da giovane problemi motori di deambulazione con perdita di equilibrio. I dottori le avevano detto che non avrebbe più camminato a quarant’anni. E pensate un po’? Lei ha superato quel limite quasi raddoppiandolo continuando a fare ginnastica tutti i giorni, camminando e tenendo duro, nonostante il male e la fatica. Raramente l’abbiamo sentita lamentarsi o piangersi addosso.
Ha preso la patente appena ha potuto e ha imparato a guidare da sola. Non ha mai smesso di viaggiare visitando quasi tutta l’Europa (anche dopo esser rimasta vedova). Andava a trovare le sue amiche per passare le notti da loro. Era iscritta all’università della terza età e a quasi settant’anni ha voluto anche iscriversi a un corso di informatica e avere un pc a casa. Fino all’ultimo non usciva mai di casa senza essere ben pettinata, con lo smalto e il rossetto rosso ben in risalto e il suo immancabile Paris spruzzato addosso. Una forza della natura, insomma. O come direbbe qualcuno, una donna di altri tempi.

È stata la sua forza di volontà a non farla sprofondare fin da subito nell’autocommiserazione, a rimanere dipendente da qualcuno o qualcosa e a spronarla a non mollare. E di certo ne aveva da vendere.

E io?

Io mi sono sempre definita una persona indipendente a cui piace gestirsi le proprie cose. Determinata? Penso di sì, soprattutto se mi guardo indietro e vedo che i maxi traguardi che mi ero prefissata di raggiungere li ho superati.

Riconosco che sono la peggior critica di me stessa e mi sento sempre insoddisfatta di quanto fatto pensando al prossimo traguardo senza godermi il presente.
Con l’età e l’esperienza sto imparando a frenarmi un po’ e a respirare assaporando i frutti raccolti ogni giorno da quanto faccio, sebbene continui a darmi sempre degli obiettivi da raggiungere per non sedermi nella bambagia e diventare troppo pigra.
Spero di avere abbastanza forza di volontà per continuare a lottare per quello in cui credo perché sento di dover dare ancora tanto ai miei figli, a mio marito ma soprattutto a me stessa. La vita è troppo breve per mollare proprio ora.

E uno dei motivi per cui ho scritto il mio terzo libro Teacher è proprio quello di trasmettere ai lettori questo messaggio. Quello che non bisogna mai arrendersi e continuare a lottare per i propri sogni e traguardi a prescindere dalla situazione in cui si sta vivendo, età…e dai problemi che ci sommergono. Perché la differenza tra un vincitore e un perdente risiede proprio nella forza di lottare e di non arrendersi. Mai.

Se volete sbirciare e conoscere un po’ di più la storia del romanzo, andate nella home a leggere il riassunto e a capire dove trovarlo!!!

Buona lettura.

Se vi è piaciuto il mio articolo e vi interessa seguire il mio pensiero arzigogolato tra libri e pannolini, vi ricordo la possibilità di registrarvi e seguire il mio blog Behind me!!!

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