Avete presente quel film con Cameron Diaz e Kate Winslet sullo scambio di casa? Io penso di esserne innamorata alla prima scena (non solo per Jude Law ma ho adorato tutto) ed è uno dei film che rivedrei volentieri all’infinito (anche dovendo sorbirmi la pubblicità).
Ecco, tenete in mente l’immagine di questo dolcissimo film per capire il tipo di vacanza che siamo andati a fare quest’estate. Un viaggio on the road tutti e cinque alla scoperta della Provenza, Camargue, per assaggiare un pezzo della Spagna del nord e infine Barcellona. Il tutto organizzato tappa dopo tappa fermandoci a dormire in Airbnb per maggiore comodità dei piccoli e vivere in pieno la cultura del luogo.
Prima di partire, tutti ci dicevano che eravamo dei pazzi a fare un viaggio così con tre bambini e fino all’ultimo ci domandavamo se eravamo sicuri. Ovviamente anche noi abbiamo avuto i nostri dubbi (specialmente a furia di sentire queste uscite) ma se devo rivelarvi la verità, i bambini si sono completamente adattati al viaggio e non è stato difficile portarli dietro con noi. Anzi ci hanno fatto vedere in modo diverso ogni tappa visitata con la loro gioia e entusiasmo. Le ragazze erano felici a ogni nuova casa e scoperta e il piccolo è stato davvero bravo!! Certo la fatica quotidiana c’è stata come c’è normalmente durante tutto l’anno ma questo perché rimangono bambini (e noi ogni tanto ce lo dimentichiamo!) ma si sono sempre comportato bene ovunque.
Per chi fosse interessato al giro (e a capire come si sopravvive in cinque con tre bimbi piccoli in un tour di quindici giorni), vi lascio scoprire qui sotto l’avventura.
Viaggio on the road…in cinque
Ammetto che la nostra idea iniziale è stata una crociera sul mediterraneo ma, per vincoli lavorativi, abbiamo saputo tardi i giorni di ferie che avevamo e il giro che ci sarebbe piaciuto fare era esaurito.
Quindi vacanza all inclusive?! Relax on board?! Macché!! Ho deciso di buttarmi ad organizzare questo viaggio itinerante con una sicurezza mai vista (facendolo di notte mezza assonnata non mi rendevo bene conto di aver al seguito tre nanerottoli). Forse è proprio questa pazzia che ci ha permesso (e ci permette) di andare avanti e fare tutto questo e di più!!! Stanchi per stanchi almeno abbiamo visitato dei posti nuovi e riabituato le bimbe all’avventura!! Pazzi? Aspettate a leggere.
Giorno 1 – 3
Abbiamo la fortuna di possedere una casa in Liguria vicinissima alla Francia. Per noi non è stato lungo oltrepassare il confine con la macchina e dirigersi verso la nostra prima casa: Marsiglia.
Ammetto che la fama della città mi ha lasciata un po’ sospettosa, specialmente per esser la prima città più pericolosa di Francia per numero di abitanti per furti e rapine. Però era ottima per spezzare il viaggio e visitare un po’ della Provenza (ed è andato tutto bene!!).
Il viaggio è durato quasi tre ore e per fortuna la maggior parte del tempo il trio l’ha passato dormicchiando o comunque tranquillo (solo entrati in città, Ale ha iniziato a piangere ma eravamo arrivati).
La casa che ci ha accolto era piccina ma pulita con tutto quello che serviva, a pochi minuti dal porto e con vista su Notre Dame de la Garde.

(Qui la vista dalle finestre! È stato bello svegliarsi la mattina e fare colazione ammirandola).
La città di Marsiglia non è enorme ed ha un bel porto dove si affacciano molto locali turistici. Noi abbiamo girato in quelle zone vicine ma a mangiare ci siamo spostati per scegliere ristoranti con valutazioni più alte.
Le ragazze hanno sempre camminato e si sono divertite a salutare le persone in francese, a fare qualche giro nella giostra in centro e a scoprire le nuove realtà con noi. Da qui abbiamo poi visitato Aix-en-Provence e Avignone.

Giorno 3 – 5
Lasciata Marsiglia dopo esser saliti a piedi a Notre Dame de la Garde per ammirare tutta la città dall’alto, siamo partiti per la Camargue con tappa a Saintes Gilles, nel mezzo del nulla.
Il primo pomeriggio l’abbiamo trascorso in giardino dove le bimbe si sono divertite a farsi il bagno nella vasca idromassaggio. Il caldo era molto invadente, umido così abbiamo deciso di farle riposare.
Il giorno dopo invece, dopo un risveglio nebbioso per lo sbalzo di temperatura tra notte e dì, siamo partiti per trascorrere la mattina con i cavalli con un compromesso data la situazione. Abbiamo optato per una fattoria didattica (come la chiameremo noi in Italia) piena di animali e giochi per bambini avente. aree in ombra con tavoli e sedie (dove io ho fatto infine dormire il piccolo). Non siamo proprio andati all’avventura cercando le mandrie allo stato brado (cosa che non credo ci siano più da quello che leggevo) ma abbiamo trascorso qualche ora con i famosi cavalli della camargue, fatto fare alle ragazze un giro sopra e soprattutto averle intrattenute divertendole (abbiamo visto anche i famosi tori nelle terre davanti).

Il pomeriggio invece l’abbiamo dedicato ai fenicotteri con serata a Saintes Marie de Mer, un’incantevole cittadina sul mare (molto più turistica).

Abbiamo preferito organizzarci in questo modo per spezzare un po’ il viaggio dai soliti giri nelle città, dato che sia a noi sia alle ragazze piacciono molto gli animali. Le temperature in queste terre sono alte e non ce la siamo sentiti di stare tutto il giorno fuori. Inoltre, alcune città limitrofe come Arles e Nimes le avevamo già visitate e così ci siamo buttati su questa opzioni più naturalistica. Cosa dire? Soddisfatti della scelta. Comunque lungo la strada abbiamo incontrato tanti cavalli bianchi che ci hanno guidato e salutato per il nostro viaggio in Camargue facendoci sentire degli avventurieri.
Giorno 5 – 6
La tappa successiva che ci ha permesso di non fare troppi chilometri tutti in una volta è stata Tolosa.

Se all’inizio non ci stava dicendo nulla, una volta arrivati nel centro e scoperto le sue vie con piazzette piene di gente che si divertiva a bere e mangiare fuori siamo rimasti affascinati. Una piccola città francese ma molto carina dove siamo rimasti a bocca aperta ad ammirare il tramonto.

Una bella scoperta!!
Gli spostamenti li abbiamo sempre cercato di fare tra la mattina e il dopo pranzo per sfruttare meglio le nanne del piccolo (dopo pranzo in realtà dormivano tutti). Quando si svegliavano, cercavamo di intrattenerli con dei giochi o della musica e dobbiamo ammettere che hanno retto bene la “noia” dello stare in macchina senza innervosirsi troppo (anche mio marito che ha guidato sempre lui è stato bravissimo).
Giorno 6 – 9
Finalmente arrivati in Spagna!!! Questa è stata una tappa lunga di 1400km spezzati dall’ora di pranzo.
Abbiamo attraversato i Pirenei e ci siamo fermati a Pau, per evitare la vicina Lourdes sicuramente più affollata. Pasto veloce e prima tappa l’abbiamo fatta per vedere l’oceano dall’alto di San Sebastian. L’aria era più frizzante rispetto gli ultimi giorni trascorsi in Camargue e finalmente abbiamo respirato di nuovo l’odore del mare impetuoso.
E dopo la breve sosta siamo giunti a Bilbao dove ci attendeva la nuova sistemazione.

Abbiamo atteso però un giorno per curiosare bene tra le vie della città dei Paesi Baschi e il famoso Guggenheim (la prima sera siamo stati solo a Casco Viejo) perché il secondo giorno siamo stati a Santander che ci è piaciuta molto per le sue spiagge dorate, il mare blu cristallino, la sua lunga passeggiata intervallata qua e là da parchi, basiliche e bar dove gustarsi qualche tapas. Siamo andati anche alla penisola della Maddalena per far vedere alle bimbe il mini zoo marino all’interno e farle scorrazzare un po’ nel verde del giardino.

È stato proprio una bella scoperta e, sebbene ci fossimo preparati per temperature più rigide, ha fatto sempre bello e caldo.
GIORNO 9-10
Superato il giro di boa del nostro super viaggio on the road, scendiamo verso il sud della Spagna.
Tappa per il pranzo: Pamplona, famosa per i suoi tori e la corrida. Ci accoglie con un caldo sole e ci permette di fare un piccolo giro nelle vie centrali e piazze vicine.

Questa volta il giro in macchina è lungo e dopo la sosta ci attendono altre ore!! Non stiamo così molto a spasso e ripartiamo poco dopo per Saragozza dove ci fermiamo una notte.

Cosa dire di questa piccola città nel cuore dell’Aragona? Che è stupenda!!! L’influenza araba mischiata allo stile occidentale l’ha resa unica nel suo stile e ci siamo divertiti a esplorare il suo piccolo ma delizioso centro con le chiese, fontane e l’immensa piazza centrale dove abbiamo anche gustato una buona cena.
Le ragazze si sono divertite a correre e ad ammirare il cielo che cambiava colore all’arrivo del tramonto. Non ci aspettavamo tanta bellezza in così poco spazio.

La mattina dopo, prima di partire per la penultima tappa, abbiamo visitato il castello dell’Aljafería dove abbiamo cercato Mario e Luigi e la principessa Peach nascosti in qualche tubo (per i più inesperti si tratta del cartone Mario bros).

Sebbene trovino sempre un modo per divertirsi e distrarsi da sole, ci piace inventarci storie per stimolarle e farle incuriosire di quello che vedono.
Giorno 10 – 13
E siamo giunti a una signora città (non che le altre fossero da meno però questa è speciale!!). Siamo arrivati a Barcellona!!!

Sia io sia mio marito l’avevamo già vista da più giovani, ma rivederla insieme ha avuto tutto un altro sapore.
Nonostante il trio al seguito siamo riusciti a visitare le principali attrazioni del centro riuscendoci a rilassare anche nella famosa spiaggia della Barceloneta.

La città è davvero molto internazionale (piena di italiani!!!) ma molto ben organizzata e semplice da girare. Ci siamo di nuovo innamorati di questo piccolo pezzo di paradiso terrestre nonostante il caldo e l’umidità. Abbiamo sempre mangiato bene tra cibo italiano e spagnolo (il primo scelto per accontentare il gusto delle piccole). Il vantaggio che abbiamo avuto è stato scegliere un appartamento centrale ma non troppo nel casino, comodo con i mezzi e vicino alle principali attrazioni (soprattutto con garage per abbandonare l’auto). Il costo è stato più alto ma alla fine ne è valsa proprio la pena.
Giorno 13 – 14
A malincuore abbiamo salutato Barcelona e il nostro ristorante italiano-spagnolo preferito dove eravamo diventati amici con i camerieri e ci siamo diretti verso l’ultima città (presa più come tappa per non fare un’unica tirata): Montpellier.
Il viaggio è durato una ventina di minuti in più del previsto per dei rallentamenti e, partendo da Barcellona dopo pranzo, siamo arrivati quasi all’ora di cena stanchi. La città l’abbiamo vista di sfuggita dalla macchina perché abbiamo deciso di fermarci a fare cena a casa con degli avanzi che avevamo dietro. Ci è andata bene. Le ragazze si sono divertite a giocare con i giochi che c’erano e noi così ci siamo rilassati un po’ di più prima di ripartire il giorno dopo e ritornare nella nostra casa in Liguria per gli ultimi giorni di mare prima del rientro alla quotidianità.
Viaggio di 3000 km in macchina terminato dove abbiamo scoperto 13 città attraversando 2 stati con 3 bimbi piccoli. Vi dico solo che quando siamo arrivati davanti al garage di casa ci siamo fatti un applauso e abbiamo cantato a squarciagola “we are the champions” dei Queen!!!!
Alla fine basta crederci e tutto si fa. Vi ho un po’ ispirato e stimolato? Fareste anche voi tutto ciò con i vostri piccoli?
Suggerimenti
- Andando in giro con dei bambini piccoli, una casa è più comoda di un hotel. Alcune volte noi abbiamo mangiato lì e soprattutto ho potuto preparare le pappe al più piccolo.
- Nei ristoranti in Francia, l’acqua nelle caraffe non si paga.
- A Barcellona ricordatevi di prenotare in anticipo l’entrata alla Sagrada Famiglia e Parco Guell. Vi consiglio, se siete in macchina, una sistemazione con garage o posto auto per non doverla più usare.
- Portatevi sempre dietro acqua e occorrente per andare in bagno (copri wc per i bimbi) perché non sempre i bagni sono puliti. Noi usiamo uno pieghevole preso su Amazon e ci troviamo benissimo. Vi lascio il link:
E soprattutto, anche nei momenti più duri, non perdete mai la calma e la speranza!!!

