Nuotatrice notturna

(Ho ritrovato questo articolo tra le mie bozze e, sebbene la situazione notturna sia notevolmente migliorata, non mi sono sentita di spazzare via nel cestino questi miei pensieri e non imprigionarli per sempre tra le pagine di questo blog. Un po’ per dirvi e dirmi che c’è sempre speranza e non bisogna mai mollare sebbene la luce in fondo al tunnel non la si vede).

L’altra notte, tra una sveglia per una poppata e l’altra, mi sono guardata con la flebile luce che arrivava dalla presa luminosa posizionata in bagno e sono rimasta stupita per le condizioni in cui stessi dormendo. Come se lo notassi per la prima volta.

What the f**k?!?

Mezza sdraiata e mezza seduta (una specie di animale mitologico), capelli alla rinfusa come la professoressa Cooman immaginata dalla Rowling con la camicia da notte abbottonata malamente e il cuscino di allattamento tutto intorno che mi fasciava la pancia e mi avvolgeva nella sua morbida stretta.

Mezza donna e mezza nuotatrice provetta che si appresta ad entrare nel suo mare di coperte e lenzuola con un giallo salvagente talmente stretto ai fianchi da esser un tutt’uno con la pelle. Non proprio uscita dalle riprese di Baywatch, insomma, ma più da un quadro fantasioso di Chagall.

Eh si. Alle quattro di notte ho iniziato a pensare alle vecchie lezioni di arte del liceo e mi sono immedesimata come una donna che fluttua nel blu di uno dei quadri onirici del pittore russo-francese insieme a qualche capra o cavallo che le fanno compagnia. Io non ho a fianco uno di questi animali, ma una bel piccolo koala che non mi molla mai. Vale?

Dicono che la notte porti consiglio e ti faccia vedere le cose dalla giusta prospettiva.
E quindi…What the f**k!!!

Now

In questi ultimi anni, il tempo è stato una dimensione strana. Alcune volte talmente pesante da poterlo palpare con le mie stesse mani, altre volte talmente fragile che mi scivolava via sbriciolandosi in mille pezzi.

Ora come ora sembra essersi fermato, forse perché mi guardo intorno e mi vedo sempre circondata da un neonato. Da una parte é un bene perché non mi sembra di invecchiare e ogni tanto mi chiedo se sto frequentando l’ultimo anno di liceo o università, dall’altra mi sembra di vivere in un perenne déjà vu. (mi capita ancora di sognare di dover fare ancora la maturità o dovermi laureare. Vi capita, mai?).Sia chiaro, non mi voglio lamentare, la mia vita è quanto io desiderassi e sono stata brava e fortunata ad essere riuscita ad ottenerla, però devo ammettere che ora stia vivendo una fase stancante della vita (e credo che la strada sia ancora in salita e la vetta è ancora lontana).
Se di notte penso a Chagall, qualcosa di strano ci sarà no?!

And now?


Chi è genitore di figli più grandi dice che i problemi crescono con la loro età. Può essere, ma io posso dire che trovo più semplice gestire le più grandi che il piccolo. Forse perché lui è tanto (TANTO) mammone e vuole stare sempre addosso a me mentre le due ragazze questa fase l’hanno superata prima e comunque stavano volentieri anche con il papà. Forse perché con il terzo sommo la stanchezza che ho sulle spalle di tutti e mi richiede molta più energia e tempo libero. Tutto può essere ma non vedo l’ora di poter interagire più con lui come due individui distinti e ritornare a essere più padrona di me stessa (anche di notte e sognare solo più di essere una nuotatrice notturna).

Sarà vero che i maschi hanno più bisogno del contatto della mamma? O sono leggende metropolitane? È la mia prima esperienza con il fiocco blu e quindi mi meraviglio di queste differenze con le prime due. È un bravo bimbo. Mangia e dorme. È solo tanto appiccicoso e per una indipendente come me che vuole gestire tutto, è soffocante. Ma ce la si fa, no? Seeempre!!!!!! Teniamo duro!!!!

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