Qualche settimana fa ho partecipato a un corso sulla gestione dello stress e, oltre a scoprire che noi occidentali siamo pessimi nel farlo, sono venuta a conoscenza che non siamo nemmeno capaci a respirare correttamente ed esistono diversi modi per farlo. Voi lo sapevate?
Respirare è un gesto naturale. Istintivo. La prima fatica dolorosa che impara un neonato appena nasce. Eppure noi da grandi non lo facciamo più correttamente. La frenetica vita, il dare importanza a cose futili, il non saper più ascoltare il nostro corpo ci ha fatto dimenticare come fare bene una delle basi più importanti per il nostro essere (e benessere).
Anche io mi rendo conto che nei momenti di maggiore stress e stanchezza ho il respiro più corto e spesso mi sveglio agitata, stringendo i denti. Ora sono giovane, il mio corpo sopporta ancora queste fatiche ma ancora per quanto? Forse è meglio non tirare troppo la corda e iniziare a rispettarlo.

Perché si deve respirare bene
Per un problema di adenoidi, ho dovuto far operare la mia figlia più grande e ora mi sto accorgendo di quanto non sia scontato saper respirare bene dal naso.
Lei ha sempre respirato dalla bocca ed ora ha difficoltà a perdere questa abitudine per riattivare il naso. Ma il respiro via bocca è pericoloso e innaturale. La medicina occidentale è molto carente su questo aspetto e solo negli ultimi tempi con l’avvento della pandemia si è concentrata sul respiro. È importantissimo respirare con il naso e non con la bocca e oggi molti studi a sostegno di questo concetto parlano dell’importanza che rivestono il naso e le strutture presenti al suo interno. La respirazione nasale è infatti fondamentale perché permette all’aria di entrare nell’organismo più calda e pulita, ma non solo: i benefici riguardano anche la digestione, la pressione sanguigna, il ciclo mestruale, le disfunzioni erettili, l’umore e tutte le funzioni correlati alla respirazione.
La maggioranza delle persone non sa inspirare ed espirare bene. Lo fa velocemente, quasi bruscamente come se l’aria fosse un qualcosa di fastidioso e dannoso. Purtroppo in città, la qualità di ciò che entra e esce nel nostro corpo è bassa però senza essa non saremmo qui a scrivere e leggere e quindi dobbiamo imparare a farlo correttamente.

Essere consapevoli dell’aria che passa dal naso ai polmoni, riappropriarsi del fiato fa bene al cuore, alla pressione, alla concentrazione e riduce tanti problemi quali pressione alta, sovrappeso, malattie auto-immuni o disturbi dell’attenzione. Imparare a controllare la respirazione può infatti diminuire il numero di battiti del cuore, migliorare l’umore, ridurre lo stress e farci sentire più energici e concentrati.
Come fare?
Dovremmo allenarci a rallentare i ritmi e concentrarci su ciò che è davvero importante, scacciando via le ansie e preoccupazioni. Facile? No, di sicuro ma spesso ho scoperto che i problemi si risolvono da soli a dispetto di quanto ci restiamo male e siamo noi ad ingigantirli più del necessario.
Non c’è bisogno di abbracciare lo yoga o la tecnica di meditazione Mindfulness, se uno non ha tempo sebbene siano molto utili (io da poco ho seguito delle lezioni di Mindfullness dalla bravissimo Gloria Pigino che vi consiglio assolutamente!!! La trovate su FB e IG).
Basterebbe dedicarsi ogni giorno per un paio di minuti a esercizi mirati attraverso una respirazione profonda, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca. Non boccheggiare funziona contro l’ipertensione e lo stress, senza attivare inutilmente il sistema simpatico del corpo, portando a degli squilibri interni.
Se non si impara subito a respirare bene e a mantenere il corpo in equilibrio, un giorno stressato può trasformarsi in una settimana stressata che diventerà un mese stressante e così via. Il circuito dannoso deve essere risolto il prima possibile. Possiamo farcela.
Impegnarsi in scambi gassosi pieni di ossigeno e anidride carbonica può attivare il sistema parasimpatico che agisce nei momenti di relax portando calma. Anche il buon funzionamento del nostro cuore dipende da una buona respirazione.
Cosa fare?
Abbiamo capito che dobbiamo migliorarci nella respirazione e siamo l’unica specie che da grandi si dimentica come farlo in maniera corretta. Ma se ormai respiriamo male da una vita e ci siamo abituati a fare così, non miglioreremo più?
Sbagliato. Tutto si può fare e raggiungere se si vuole. Il più grande limite siamo solo noi. Se non si vuole o si può seguire dei corsi apposta, ho trovato alcuni esercizi utili per aiutarvi ad esercitare come primo step.

Un primo esercizio semplice, indicato nelle guide di molte istituzioni mediche, si fa dovunque si voglia. In un minuto o poco più si può ripetere cinque-sei volte:
inspirazione dal naso, contando da 1001 a 1005, con l’aria che entra dalle narici, e a seguire espirazione lunga.
L’inspirazione è lenta e l’invito è a essere consapevoli di quanto accade nel corpo. L’aria entra dalle narici, attraversa laringe, faringe e trachea, scende verso la parte inferiore dei polmoni, in modo che l’addome si gonfi delicatamente, rilassando la pancia perché le pareti si espandano bene. L’espirazione avviene attraverso il naso o la bocca, com’è più comodo: i polmoni si svuotano a partire dal basso, con i muscoli addominali che si contraggono leggermente. Bisogna avere consapevolezza dei movimenti del proprio corpo (specialmente il diaframma) e sentire il flusso d’aria che entra, ci attraversa ed esce. Lo si può immaginare come una nuvola colorata e seguire con la mente lungo il suo percorso.
Ritorniamo a respirare
Ritorniamo ad ascoltare i saggi consigli dei più anziani e antichi e, in questo caso, dei nostri cugini orientali. Ritorniamo a respirare correttamente!!!
Le culture antiche e tradizionali, come quelle di Monaci tibetani, mistici indiani, Taoisti e saggi delle più antiche popolazioni, avevano compreso che respirare in maniera consapevole e correttamente voleva dire vivere in salute e a lungo.

Per gli Induisti spirito e respiro si fondono come se fossero una sola cosa, per i Buddhisti il respiro serve per accedere a livelli più alti di consapevolezza. Addirittura in alcune tribù di Indiani d’America si insegnava ai figli come respirare per diventare più forti.
Sono tutte culture meno legate alla tecnologia e più esperti dell’anima e del corpo, quindi perché non fidarci dei loro consigli?
E tu? Ti sei mai accorto come respiri?
Se vi è piaciuto il mio articolo e vi interessa seguire il mio pensiero arzigogolato tra libri e pannolini, vi ricordo la possibilità di registrarvi e seguire il mio blog Behind me!!!
