Il momento della prima presentazione di Teacher, il mio terzo libro, si sta avvicinando.
Spero di vedervi il 21 Maggio alle ore 17.30 alla libreria Mondadori in via Mortara 21 (Torino) dove non parlerò solo del libro ma anche di alcuni aspetti che si celano dietro la realizzazione.
Emozione? Tensione? Un po’ si ma sono anche tanto eccitata e vogliosa di farla. Dopo settimane trascorse chiusi in casa per riprenderci tutti quanti, non vedo l’ora di uscire fuori. Rimanere troppo tempo senza mettere il naso all’esterno è davvero pesante e di certo non aiuta a rilassarsi e fare pensieri positivi. Anche per le piccole è stata dura sebbene loro dicessero che erano contente di non andare all’asilo ma in alcuni momenti i livelli di stress erano decisamente evidenti.
Sono proprio curiosa di vedere come me la caverò a parlare davanti a un pubblico (sperando venga qualcuno!!!) dato che non sono abituata. Voglio imparare a sentirmi sciolta, sicura di me e trasmettere sensazioni piacevoli a chi mi ascolta. Per qualcuno può sembrare un aspetto facile e banale, ma non per me.
Ho sempre invidiato chi possiede queste doti innate. Chi non si imbarazza, dimenticandosi quello da dire. Io ho vissuto queste esperienze, specialmente da più giovane, e le ho sempre odiate specialmente perché non sono una ragazza timida ma più timorosa di sbagliare e troppo attenta al giudizio negativo degli altri. E ciò mi fa agitare anche di più. Ho notato che trasmetto più naturalezza quando non mi preparo troppo. Quando parlo senza sembrare un bambino che recita una filastrocca a Natale. Adotterò anche questa volta la medesima strategia?
Ora che sto imparando a fregarmene di più dei pensieri altrui, voglio migliorarmi su questo aspetto mai tanto sviluppato durante gli anni scolastici. Spronarsi sui propri limiti e debolezze è un atto molto coraggioso che aiuta a testarsi e mettersi in gioco, mantenendo alta la concentrazione su se stessi, la curiosità e l’intelletto. Voi come testate i vostri limiti?
Nel frattempo, vi riporto la sinossi del romanzo è per rinfrescarvi la mente e mettervi un po’ di appetito letterario.
Sinossi Teacher
La vita tranquilla, scandita tra le lezioni svolte categoricamente da casa al pc e le passeggiate nel parco vicino, è quello che serve a Liz, Elizabeth, una signora inglese, vedova del suo amato Peter, ormai stufa di muoversi in giro per il Mondo.
Partire era sempre stata la sua linfa vitale, il motore che metteva in funzione gli ingranaggi del suo essere. Ha viaggiato tanto da giovane. Ma adesso è stanca. Sola. Non ha più l’energia di quando aveva vent’anni. Ormai abbraccia con i ricordi la sua precedente vita da nomade, trascorsa tra mille pellegrinaggi nei posti più disparati sparsi sulla Terra. Riesce però a mantenersi internazionale attraverso l’eterogeneità dei suoi alunni, a cui insegna inglese. È molto brava: ama il suo lavoro e lo svolge con passione.
Ed è proprio uno dei suoi studenti, Ana – la giovane e sorridente ragazza brasiliana -, che inaspettatamente riesce a riaccenderle quella voglia di avventura e di sfida rimaste nascoste nel profondo del suo cuore; talmente nascoste da pensare fossero morte.
Con la sua misteriosa scomparsa, Liz sente accendersi dentro di sé il vecchio richiamo della partenza. Si sente in dovere di aiutarla; sebbene la conosca da poco più di un mese, sente un profondo legame con lei, talmente forte da spingerla ad abbandonare la sua quotidiana sicurezza per andare in suo soccorso.
Ricomincia un nuovo viaggio, una nuova avventura dall’altra parte dell’oceano che metterà a dura prova la sua tenacia e forza. Liz conoscerà Marta e insieme scaveranno negli ultimi giorni di vita di Ana per capire cosa le sia successo e per ricercare indizi preziosi.
Ma non sono le sole.
Le loro indagini e domande non piacciono, infatti, agli Anjos brancos, gli angeli bianchi, i padroni non solo di Rio ma di tutta l’America Latina, per i giri di droga e denaro che detengono.
Vivranno in un vortice di avventure che non le lasceranno mai riposare tranquille; sfideranno le leggi pericolose della Cidade de Deus, la favela più povera di Rio, si perderanno nell’immenso parco nazionale di Tijuca dove si troveranno a scoprire gli antichi misteri legati alla statua del Cristo Redentor per poi finire nel suolo colombiano, rapite da una misteriosa figura.
Vivranno con l’ansia e l’adrenalina alle stelle che non lasceranno nemmeno il lettore, facendo sorger spontaneamente a tutti, alcune domande:
Ana è ancora viva? Chi l’ha rapita? E soprattutto quale motivo si cela dietro la sua scomparsa?
Liz, con quel viaggio capirà parti del suo carattere che non conosceva di possedere e intesserà legami profondi con persone appena conosciute. Perché viaggiare significa anche questo. Significa cambiare. Trasformarsi. Mettersi in gioco. E arricchirsi.
Sarà un viaggio che non dimenticherà mai più. Anche perché non è sicura di uscirne viva e integra.
Scheda tecnica


Dove trovarlo
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