La festa più pazza

In Italia, carnevale è pressoché la festa dei più piccoli che si divertono a travestirsi e a lanciarsi addosso coriandoli e stelle filanti, osservando i carri colorati sfrecciare per la città.

Ma non è stato sempre così.

Le origini della festa vanno ricercate in epoche molto remote, prima del cristianesimo, quando la religione dominante era quella pagana. La ricorrenza infatti trae le proprie radici dai Saturnali della Roma antica o dalle feste dionisiache del periodo classico greco e veniva celebrata da tutti, grandi e piccini.

Qui era lecito lasciarsi andare, liberarsi da obblighi e impegni, per dedicarsi allo scherzo e al gioco. Inoltre mascherarsi rendeva irriconoscibili il ricco e il povero e scomparivano così le differenze sociali. Per un giorno, tutti potevano sentirsi chi volevano. Una volta terminate le feste, il rigore e l’ordine tornavano a dettare legge ma, in quei giorni, tutto era concesso. E da allora sono rimasti gli scherzi e i festeggiamenti sfrenati, specialmente in alcune parti del mondo.

L’idea dei travestimenti va fatta però risalire a un’antica festa egizia in onore della dea Iside, durante la quale erano presenti numerosi gruppi in maschera. L’usanza è piaciuta ed è stata importata nell’impero Romano che è riuscito a trasmetterla a molti popoli che l’hanno conservata fino a noi.

Carnevale ora, per noi adulti, è la festa dei dolci e dei preparativi per i costumi dei più piccoli, per chi li ha. Però dentro ognuno di noi (senza andare nemmeno troppo in profondità) c’è sempre quella voglia nascosta di lasciarsi andare ed essere, anche per pochi minuti, dei supereroi.

Perchè essere supereroi non vuol dire avere le ali, correre veloce o saper vedere attraverso i muri. Essere supereroi, alcune volte, significa anche solo avere il coraggio di essere ciò che si è.

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