L’importanza dei dettagli

Sapete qual è stata la scintilla che ha fatto esplodere l’idea per la realizzazione del mio secondo romanzo, “l’Eco dei ricordi”?

Un ponte. Esatto, un semplice ponte che compare verso la fine della storia e non ha alcun significato o ruolo essenziale per lo svolgimento dei fatti. Eppure tutto è partito da lì.

Questo ponte esiste davvero e si trova nella bellissima cittadina ligure di Dolceacqua, in Liguria, a pochi chilometri dal confine con la Francia. Da quando sono piccola, trascorro alcune settimane estive lì vicino e spesso mi trovo la sera a passeggiare nel suo caratteristico centro che ospita molti locali e ristoranti buonissimi.
E proprio lì sorge questo ponte. Un ponte in pietra che attraversa il piccolo fiume Nervia e collega il centro con la seconda zona della città dove, in alto, si erge un antico castello.
In realtà, è un ponte normale, senza statue o particolari dettagli decorativi ma mi ha sempre incuriosito e catturato lo sguardo. Forse per la sua forma che mi ha fatto sempre pensare che stesse in piedi per miracolo. O forse proprio per la sua semplicità. Ma mi è sempre sembrato un ponte magico.
Ogni volta che passo per Dolceacqua, mi fermo a guardarlo. Mi da l’idea di collegare due istanti diversi di vita, come se mettesse in comunicazione epoche lontane, passate e presenti.
Così tutto è iniziato ed ha preso vita “l’Eco dei ricordi”. Mi sono immaginata la giovane Ellie passeggiare lì sopra per raggiungere una meta (o persona) importante. Mi sono immaginata che il ponte riuscisse a mettere in comunicazione due mondi diversi, distanti e lontani. E così è stato.

È solo un dettaglio. Lo so. Nessuno si renderà conto della sua importanza. Eppure, sono proprio i dettagli a fare la differenza e a creare l’immagine finale. Spesso li sottovalutiamo.
Solo i più curiosi e attenti riescono a scorgerli e a esaltarne l’importanza e, per questo, saranno gli unici a capire l’essenza del tutto.

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