(L’esperienza del primo dentino. Reale. Indimenticabile. Il resto è la vita chiamata fantasia).
“Toc, toc.”
Attraverso l’uscio della porta arriva una potente luce brillante e i piccoli pulviscoli dell’aria si trasformano in magici brillantini che si liberano intorno a me. Un buon profumo di bosco e fiori mi accarezza le narici e mi mette di buon umore. Non guardo attraverso lo spioncino. So che non vedrò nessuno ma chiedo ugualmente chi desidera entrare.
“Lo sai chi sono, Erica.”
Una dolce voce lontana mi sussurra nell’orecchio, carica di aspettative e ricordi vissuti. L’aspettavamo. Prima o poi la dovevamo accogliere ma non pensavamo adesso. La mia bimba è ancora piccola, o forse i miei occhi la vedranno sempre così.
Una lacrima nostalgica scende dalla mia guancia e scorre piano fino a tintinnare per terra. Altri brillii si disperdono nell’aria a quel tocco e mille farfalle colorate si muovono in una danza armoniosa. Tutto è magia. Io non sono triste, solo incapace di gestire tutte quelle emozioni e accettare la realtà.
Chiudo gli occhi e per un attimo ritorno a quando stringevo la mia piccola tra le mie braccia, appena nata. A quando la cullavo di notte per addormentarla o la tenevo sulle mie gambe per farla digerire dopo una poppata. Qualsiasi ora fossero, io rimanevo a guardarla, bella e innocente che sprofondava nel sonno sicura e felice di essere con me. Quante passeggiate ci siamo fatte insieme nel suo super passeggino rosso. Mi sembra sia stato solo ieri eppure sono passati alcuni anni e so che appena aprirò gli occhi ne saranno passati altri ancora.
Forse il segreto e non aprirli più e rimanere per sempre avvolta in quel mondo magico dove tutto rimane immutato. Dove siamo io e te.
Una calda carezza mi sfiora il viso. So che è la fatina che mi vuole infondere coraggio per entrare. Ma io non sono pronta.
“Si, Erica. Lo sei. Non temere.”
Rimango con gli occhi chiusi ancora un po’. Gli ultimi attimi di beatitudine. Sono i secondi più belli. Quelli più profondi perché sai che presto non ci saranno e allora te li godi di più. Come gli ultimi istanti sotto il getto caldo di una doccia.
“Lei è la mia bimba..”
La mia voce trema leggermente mentre bisbiglìo quella scusa che so già abbia poco valore. Ma lo sa anche la fatina. Lei non mi giudica. Mi sorride e continua ad accarezzarmi con il suo tocco caldo. Non posso fermare l’inevitabile. Ho solo bisogno di tempo per accertarlo.
“E lo sarà per sempre!”
Quelle parole mi vanno dritto al cuore. Capisco che ogni volta che vorrò, potrò rifugiarmi nel nostro mondo e ritornare a quando eravamo una cosa sola e le stringevo la piccola mano per tenerla ancora stretta a me. Quel mondo ci sarà per sempre e sarà solo nostro. Non scomparirà mai e si arricchirà ogni giorno di nuovi ricordi.
Poi apro gli occhi. Sono ancora lucidi. Un debole sorriso si dipinge sulle mie labbra. Il braccio si allunga e la mano apre la porta.
Una calda raffica di foglie colorate mi avvolge tutta quanta per poi invadere la casa. Riesco a udire il rumore del vento. Il cinguettio degli uccellini e il verso degli animaletti che si muovono furtivi nel bosco. Capisco che è entrata.
Avvicino piano la porta allo stipite per non rovinare quel momento di magia e mi vado a sedere sul divano insieme ai miei bimbi. Li guardo felice. Poi chiudo gli occhi e ritorno nel mio mondo dove il tempo non esiste e tutto è per sempre.

