Ai nostri piccoli guerrieri

17 Novembre – giornata mondiale della prematurità (World Prematurity Day).

Lo scopo di questo giorno è sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sfide e sul peso della nascita pretermine a livello globale. Il tema dell’edizione 2022 è ‘L’abbraccio di un genitore: una terapia potente per favorire il contatto pelle a pelle fin dal momento della nascita’. 

* * * * * * * * *!

Come non potevo spendere due parole (anzi due righe) oggi, giorno in cui si ricordano i bimbi nati prematuramente, in tutto il mondo?!

Dopo tre figli che hanno deciso di nascere prima della 37’ settimana, ho imparato a conoscere bene le fatiche e le paure che una mamma deve affrontare nei primi giorni di vita dei suoi piccoli.

Vederli attraverso il vetro di un’incubatrice e non poterli toccare, annusare, abbracciare…o non sapere quando si potranno portare a casa è l’angoscia più grande che ho provato in quei giorni di lontana vicinanza da loro, specialmente per la mia primogenita che è dovuta rimanere molto di più in ospedale.

In quei momenti, tutti ti dicono che le cose andranno bene e i giorni passeranno in fretta, ma per te che lo stai vivendo, ogni minuto ha il peso di un mese e un giorno quello di un anno. Ti senti un equilibrista che danza sospeso in aria sopra un filo di ragnatela mentre si sta avvicinando un potente temporale.
Un effetto dello scorrere del tempo ancora più pesante di quello provato al liceo, nelle inesorabili ore delle interrogazioni di matematica e latino.

Qui, ogni suono, movimento o sguardo dei dottori ti fanno battere forte il cuore, rimbombante in tutto il corpo per la paura che sia successo qualcosa di brutto e la tua vita venga risucchiata via nell’oblio nero del vuoto assoluto. Tutto si congela, come per essere imprigionato in un istante di eternità che ricorderai per sempre.

Le emozioni che si provano in questi momenti sono tante, come lo sono le lacrime trattenute e versate. Non ci sono parole per descriverle. I tuoi occhi lo sanno. Non si può mentire a loro.

Ma per fortuna chi combatte la battaglia più difficile non siamo noi. E questo articolo vuole celebrare loro, i nostri piccoli guerrieri. Perché nonostante tutto, quelle persone che ci dicevano che tutto sarebbe passato e saremmo stati presto bene, avevano ragione. Grazie a loro. I nostri piccoli eroi sono più forti di quanto uno possa credere e ci insegnano, fin da subito, l’importanza di dover combattere per ciò che desideriamo e ad essere grati per la vita. Attraverso loro ho capito che la forza interiore non è proporzionale all’età o alla grandezza fisica. Ho imparato a dare importanza al valore delle cose e che il tempo non è nostro nemico, ma alleato.
Non per altro, antiche leggende narrano di poteri soprannaturali che avvolgevano l’animo e lo spirito di queste piccole creature nate pretermine. Io non pensavo fossero vere, invece è così. Esistono e li rendono magici e unici!!!

Auguri a tutti i ca 15 milioni di piccoli guerrieri sparsi in tutto il mondo e alle loro famiglie. Siete la nostra forza.

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