Ciao a tutti!
Vi presento una cara amica, Alessandra Macagno, giovane donna appassionata di lettura, scrittura e recitazione che ci terrà compagnia in questo articolo.
Alessandra è da poco diventata mamma e ci vuole presentare la sua bellissima favola Blacky, il cavallo nero della giostra (Apollo edizioni), che ha scritto durante i mesi della gravidanza, in attesa di abbracciare il suo piccolo Edoardo.
È una favola che vi consiglio di leggere ai vostri bimbi perché insegna l’importanza di rispettare gli altri e le loro diversità.
Scopriamo insieme la storia di questa super scrittrice, sperando che possa ispirare nuove menti e penne ad uscire fuori dal loro calamaio e a fortificare l’animo puro dei nostri bambini.
Buona lettura.

- Ciao Alessandra e benvenuta! Prima di iniziare ad entrare nel vivo dell’intervista, inizia dicendoci dove ti piacerebbe trovarti per fare questa chiacchierata. In quale città o luogo vorresti essere e perché.
Ciao, Erica! Innanzitutto, grazie per il tempo che mi stai dedicando. È un vero piacere essere ospite qui, nel tuo splendido blog letterario. In questo momento, ho un’immagine ben precisa che mi ronza in testa: il tavolino di un lounge bar, in riva al lago di Ledro, due calici di buon vino, la luce del tramonto che tinge il cielo di rosa, e le Alpi trentine, in tutta la loro maestosità, a fare da cornice a questo suggestivo quadretto. Ledro è stata la prima tappa del mio viaggio in Trentino, il primo post-pandemia, un luogo incantevole, che mi è rimasto nel cuore. Sarebbe bello poter essere lì, insieme a te, per chiacchierare amabilmente di letteratura.
- Brevemente, parlaci di te. Quali sono gli aspetti chiave che caratterizzano la tua personalità? Miglior pregio e peggior difetto?
In generale, mi definisco un’eterna sognatrice, un po’ folle e un po’ bambina, un’anima sensibile, amante della vita e delle emozioni che essa regala.
Di contro, riconosco di essere una persona alquanto testarda, specialmente se si tratta di sostenere ideali in cui credo fermamente oppure raggiungere traguardi ambiziosi. Insomma, se non “sbatto la testa”, facendomi male sul serio, non sono soddisfatta! 😊
- Hai degli hobby? Il colore preferito? La città che porti nel cuore?
Adoro il teatro, che pratico dal 2017 a livello amatoriale, e leggere, passione che coltivo sin dall’infanzia. Amo anche il nuoto, che mi rilassa molto.
Per quanto riguarda il colore, direi senz’altro il blu.
Parlando della nostra bella Italia, la città che più mi affascina è Urbino. Al di là dei confini nazionali, invece, sicuramente la scelta cade su Dublino, capitale della verde e meravigliosa Irlanda.
- Quale genere ti piace leggere di più?
Tendenzialmente, ho sempre letto di tutto un po’: fiabe, favole, racconti, novelle e romanzi di ogni genere e autore. In questa fase della vita, forse, prediligo storie di vita e d’amore, e racconti con tematiche sociali e storiche.
- Quale libro stai leggendo in questo momento? O qual è stato il tuo ultimo. Cosa ti è piaciuto di più della storia che ti è rimasto nel cuore?
In questo momento, sto leggendo “Cattedrale”, raccolta di racconti brevi dello scrittore americano Raymond Carver. Mi piace il modo in cui l’autore riesce a rendere accattivanti situazioni ordinarie, apparentemente banali e insignificanti.
- Il tuo autore e libro preferito. Quale e chi sceglieresti? Perché?
Scelta ardua questa. 😊 Una scrittrice che apprezzo sin dai tempi dell’università è Banana Yoshimoto. Le sue opere, ambientate in Giappone, sua terra natale, contengono riflessioni profonde su tematiche a me molto care, quali l’amicizia, l’amore, l’importanza della famiglia e gli effetti del lutto e della perdita sull’animo umano.
- Riguardo alla scrittura, come ti sei avvicinata a questo mondo? Come e quando è nata questa tua passione?
Mi sono avvicinata al mondo della scrittura in tempi piuttosto recenti, tra il 2020 e il 2021, a cavallo tra il primo e il secondo lockdown. Prima di allora, al di là del diario segreto che tenevo da ragazzina, non mi ero mai cimentata seriamente nella stesura di testi narrativi. Incuriosita dall’esperienza di una cara amica e dalle sue ottime recensioni, ho deciso di iscrivermi ai corsi di scrittura (base e avanzato), organizzati da Letteratura Alternativa Edizioni, realtà editoriale di Asti, la mia città di origine e residenza. Grazie a Pablo Toussaint (in arte Pablo T), artista poliedrico e ottimo insegnante, ho avuto la fortuna di apprendere le principali tecniche narratologiche, adottate dai grandi scrittori classici, e di lavorare anche sulla sfera emotiva, fondamentale per creare un buon testo e catturare l’attenzione del lettore.
- C’è qualcosa o qualcuno che influenza i tuoi pensieri e idee quando scrivi?
Sicuramente, attingo molto dalla realtà che mi circonda e dai fatti di cronaca, sia in termini di idee per sviluppare una storia, sia per quanto concerne la creazione dei personaggi e la loro caratterizzazione.
- Raccontaci come le idee per i tuoi racconti ti solleticano la mente e prendono forma. Da dove inizi per scrivere? Quale metodologia utilizzi?
Solitamente, prima di partire con la stesura di un racconto, mi occupo di gestire l’”architettura” della storia, raggruppando i punti salienti in una breve scaletta e creando scheda e biografia dei personaggi principali (protagonista, eventuali co-protagonisti e antagonista). Mi dedico inoltre alla definizione dei dettagli relativi alle ambientazioni e al contesto temporale al quale faccio riferimento (soprattutto se si tratta di un racconto di genere storico).
- So che hai un bellissimo bambino di quasi un anno di cui sei follemente innamorata; come riesci a conciliare la vita da mamma con quello da scrittrice (e lavoratrice)?
Il 2021 è stato un anno davvero particolare. Il 13 dicembre scorso, ho ricevuto il dono più grande che si possa desiderare: il mio piccolo Edoardo. Essendo il primo e, attualmente, unico figlio, ogni giorno è una scoperta e non sempre è semplice riuscire a conciliare, in modo lineare, tutti gli aspetti della sfera privata e professionale. Diciamo che, avendo al mio fianco Alessandro, marito e padre splendido e sempre presente, bene o male riesco a ritagliarmi un po’ di tempo per me, da dedicare alla creazione di nuove storie.
- Valuti che l’essere mamma ti abbia in qualche modo cambiata? In quali aspetti?
Penso che la nascita di un figlio, specialmente se si tratta del primogenito, sia qualcosa di meravigliosamente travolgente e stravolgente. Senz’altro, la scala delle priorità muta: tutto ciò che ruota attorno a lui e alle sue esigenze diventa, inevitabilmente, il centro del tuo universo. Edoardo è la parte migliore di me e, su di me, ha un effetto che definirei “terapeutico”: con un suo sorriso, riesce a colorare anche le giornate più grigie.
- Quando scrivi i racconti e le favole per i bambini, pensi di scriverle per il tuo piccolo?
Assolutamente sì. La favola Blacky, il cavallo nero della giostra è nata proprio nel corso della mia dolce attesa ed è dedicata al mio piccolo ometto.
- C’è un messaggio che vuoi fare passare attraverso la favola Blacky, il cavallo nero della giostra? Ce ne vuoi parlare?
Attraverso questa favola, spero di riuscire a far comprendere ai più piccoli concetti complessi, come discriminazione e razzismo. Ritengo sia importante insegnare ai bambini determinati valori, quali uguaglianza e integrazione, sin dall’età prescolare.
- Hai in mente di scrivere altri racconti per bambini? Puoi svelarci qualche nuovo progetto?
In questo momento, mi sto dedicando più che altro a brani destinati a un pubblico adulto. Tuttavia, in futuro, mi piacerebbe tornare a trattare il genere fiaba e favola, magari coinvolgendo anche Edoardo. Sarebbe davvero meraviglioso riuscire a creare, insieme a lui, una bella raccolta destinata a bambini e ragazzi.
- Se potessi fare un regalo ai tuoi lettori, cosa faresti? Va bene anche una frase o un messaggio se non vuoi buttarti su un oggetto materiale.
Da sognatrice quale sono, direi il bene più prezioso in assoluto: il tempo. Tempo per ascoltarli, coinvolgerli ed emozionarli.
- Prima di lasciarti, ti lascio carta bianca per dire al pubblico altro su di te o sulle tue storie che non è emerso nelle domande precedenti.
Non ho altro da aggiungere, perciò, ne approfitto per ringraziarti, nuovamente, per avermi coinvolta in questo meraviglioso progetto.
Un caloroso grazie anche a tutti coloro che mi dedicheranno un po’ del loro tempo, passando di qua e leggendo quest’intervista. 😊


Una replica a “Blacky, il cavallo nero della giostra”
[…] Blacky, il cavallo nero della giostra […]
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