Storia vera o finzione?

Ebbene sì! La storia de “I Prematuri”, un romanzo distopico fantascientifico, inizia basandosi su un evento reale che ho vissuto in prima persona sulla mia pelle. La mia primogenita (e non solo lei alla fine!!!) è infatti nata settemina alla trentaduesima settimana di gravidanza.

Mio marito per fortuna era in Italia e, problema covid ancora lontano, mi è stato vicino tutto il tempo durante il ricovero.
Il parto è stato veloce ma la piccola è dovuta rimanere in ospedale tre settimane.

È stata un’esperienza davvero adrenalinica che non auguro ai deboli di cuore, ma per fortuna tutto si è concluso nel migliore dei modi.

In un prossimo articolo, entrerò più nel dettaglio per spiegarvi l’esperienza vissuta. Chissà se potrà aiutare qualche altra mamma che la sta vivendo o magari la vivrà.

E proprio da questa avventura, qualche mese dopo, è nata l’idea di scrivere il libro.

Andare a Londra mi ha sicuramente spronato a farlo (forse per il clima? L’atmosfera che si respira? Non saprei) e mi sono lasciata guidare dall’istinto.

Essendo il mio primo romanzo ho impiegato diversi mesi per capire come strutturarlo e come svilupparlo. Chi l’ha letto e chi lo leggerà vedrà che sembra quasi scritto a quattro mani. Cambio completamente ritmo da metà storia, introducendo una serie di colpi di scena sorprendenti e migliorandone notevolmente la narrazione e velocità.

La prima parte è più autobiografico e si basa molto su quello che ho vissuto mentre la seconda nasce completamente come frutto della mia fantasia (per fortuna!!)… ma qui mi fermo per non svelarvi troppo e bruciarvi la suspense del racconto!!!

Nei prossimi articoli inserirò alcuni estratti, per stuzzicare la vostra curiosità e magari la voglia di leggerlo!

Intanto, qua sotto, vi lascio il link per acquistarlo su Amazon, sia cartaceo sia eBook.

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Tante volte ho pensato di riscriverlo, specialmente i primi capitoli, ma poi ho deciso di lasciarlo così com’era nato..anche se non perfetto, è pur sempre il mio trampolino di lancio ed è una parte di me.

Una volta terminata la prima bozza, ho passato diversi giorni a chiedermi quale sarebbe dovuto essere il prossimo passo e se facessi bene ad investire altro tempo (e denaro) in una fase di editing. Mille dubbi mi ronzavano nella testa. Poi mi sono buttata! Chi non risica non rosica, giusto? Alcune volte occorre un pizzico di coraggio (e di follia) per raggiungere traguardi e soddisfazioni personali!!!


L’editor, una ragazza conosciuta attraverso un’amica, è stata fondamentale e, oltre ad avermi aiutato tanto a migliorare la struttura del testo, mi ha motivata molto a continuare a scrivere. Credo che senza il suo approccio deciso e, nello stesso tempo, dolce non avrei continuato a scrivere. È stato un vero dono incontrarla durante il mio cammino e posso confidarvi con gioia che fa ancora parte del mio quotidiano. Forse era destino che le nostre strade si incrociassero.

A voi è mai capitato di conoscere persone che, anche inconsapevolmente, sono riuscite a cambiare il corso della vostra vita?

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