I Prematuri

Le ci volle qualche secondo per riprendere fiato.

Sbatté più volte le palpebre per assicurarsi di non avere le allucinazioni.

Impossibile, si ripeté in testa più volte. È morta.

Eppure la donna in piedi accanto alla porta rimaneva sempre là, immobile e in silenzio.

Eryn non osava muovere un muscolo. Le mani continuavano a rimanere aggrappate al cancello.

Senza distogliere lo sguardo, sentiva solo rimbombare il suo respiro che entrava e usciva dalla bocca.

Non sapeva cosa fare, ma non poteva rimanere imbambolata così.

“Lauren? Sei tu?”.

Il tono di voce era basso, roco. Impastato. Stentava a riconoscere la sua stessa voce e temeva che la donna non l’avesse udita.

Aspettò una reazione, ma non successe niente.

Lauren continuò a rimanere immobile nella stessa posizione in cui si trovava da ormai qualche minuto con lo sguardo fisso su di lei.

(Prologo)

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